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  Banaadiri [ Banaadir-Una regione antica dell'Africa Orien.Banaadir intendiamo quella fascia costiera dalla cittadina di Warshiikh a nord di Mogadiscio fino a Raskiyamboni verso il confine col Kenya,Kisimayo inclusa.I banaadiri hanno origne araba,Bantu&Cuscito ]
 
Informazione dal Banaadir e dalla Somalia
 


Banaadiri in Italia

           
banaadiri@gmail.com
Il territorio dei Banaadiri - indicato con la manina - nel Corno d'Africa


Il Territorio dei Banaadiri
Copyright Banaadiri - Ask Banaadiri to use


Messaggi di saluto e sostegno inviati durante la manifestazione Italia Africa del 2004
Festa d'Africa Festival 2005



Two thousand seasons of rain
When incense weeps

By Irena Knehtl
For the Yemen Times



Mappa -indicazione del Banaadir nel Continente Africano-Banaadiri


Enzo Biagi














Questo blog sostiene la nomina
di Enzo
Biagi Senatore a Vita.


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Contact Banaadiri Italy:
banaadiri@gmail.com

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Emblema Storica 
   del 
Banaadir.


Foto botte parlamentari Somalia - Allpuntland






Dagaalkii Ka dhacey Barlamaanka
Le botte e bastonate che si sono date parlamentari
Della Somalia Federale in Kenya
 (Video from Reuter)


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United Nations Environment
Programme:
After the
Tsunami: Rapid Environ-
mental Assessment

 

A place for poetry
The Maldives and the post-Tsunami era

By Irena Knehtl
iren_knehtl@yahoo.com
For The Yemen Times

Poetic images from the desert
Beauty in the barrenness of the Empty Quarter

By Irena Knehtl
iren_knehtl@maktoob.com
For The Yemen Times


Protest letter concerning the
future political order of Federal
States of Somalia and the
position of the Banaadiri and
the Banaadir

Mr. Mohamed Abbas Sufi
President of the Banaadiri
Community in Italy
Abokar M. Sadiq
President of the Banaadiri
Community in Switzerland
 
Full Story...
 
Yemen Times-Sana'a/Yemen

Human Rights Watch

Rapporto-denuncia
su torture e maltrattamenti
nelle prigioni Iraqene



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Costituzione Europea
Il Testo finale

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dal Lunedì al Venerdì
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Samir's Cartoon
Yemen Times


The culture of people of
Banaadir (part 2)


Yemen Times
Henna - one of the famous traditions
of Banaadir.

Irena Knehtl & Mohammed Abati
For Yemen Times
iren_knehtl@yahoo.com



The culture of people of Banaadir (part 1)

Yemen Times

Banaadiri women weavering outdoors.

By Irena Knehtl &
Mohammed Abati*
For the Yemen Times
iren_knehtl@yahoo.com


29/9/2004
Nr. 559-01/08 October 2004
Africa e Medio Oriente
Somalia - Banaadir, il paese dei
porti  - per tramite
President of Banaadiri Community in Italy
di Mohamed ABBAS



home page liberate la pace
Assoc. Un Ponte per ...
www.unponteper.it


 

 

 

 

 





Banaadiri, The renewal of a
    
millenary identity’ is
      
published, Italy.
       
In order to have
          it contact us

 



New
Corno d’Africa, fuga dall’inferno
di E. Casale &
Mohamed ABBAS Sufi

Si trova già in edicola
Published in June 2004

 



Novembre 2003
Attualita italiana/Immigrazione
di Bianca S. = Mohamed Abbas
PANORAMA - Fuga dalla Nazione
che non esiste più |
 
Con la guerra civile, lo stato è nel caos.
Non c'è il governo e neppure l'anagrafe.
Così, i profughi che sopravvivono alla
traversata non possono neanche
chiedere asilo politico. 
 

 


Rivista Africa & Mediterraneo
Nr. 3/01 (37) - Totale Pag. 80 pp
Situazioni
Banaadir, un popolo e un'identità
negata a cura di Mohamed Abbas Sufi

 

 

 

 

 



 

Nuredin Hagi Scikei
Somalia: un’invenzione italiana
















 
Congresso Internazionale sul Corno d'Africa
Seminaire de Rome sur la Corne d'Afrique
Il Congresso Internazionale
Corganizzato dall'ACBI con
L'università di Bologna, sul
Tema ''
The Horn of Africa between
History, Law and Politics'' 2002/2003
Il programma nel sito dell'Univ. di Bo

Horn of Africa - UniBo Magazine





 
Immigrati e italiani: il futuro è convivenza



Profile and Book Review
BANAADIR: The Country of Harbors

By Irena Knehtl

Marka. This coastal city is 50 km south of
Mogadishu, and was founded by the Arab
Banaadiris.

iren_knehtl@yahoo.com
For the Yemen Times












 

 




ASSOCIAZIONE CULTURALE DEI BANAADIRIANI
IN ITALIA (ACBI)
-
I Banaadiri sono un popolo
multietnico e mutliculturale che abitano nel
Corno d'Africa.Essi sono composti da popolazione
di origine Araba, Bantu e altri gruppi Cusciti.
Banaadir è una delle regioni più antica
dell'attuale Somalia,  ed il suo capoluogo è
Mogadiscio detta anche '' XAMAR''.
Il sito  - websitedei banaadiri in Italia :
    
www.banaadiri.org   

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Presidente dei Banaadiri in Italia ( ACBI).
Il presidente dell'Associazione Culturale dei
Banaadiriani in Italia - ACBI, è uno membri 
attivi e promotore del gruppo che fondo’ la
stessa Associazione.
Egli è
uno dei portavoce del Popolo Banaadiri
nel mondo,
e si propone di stimolare l'attenzione
delle cancellerie inter
nazionali, sopratutto in
Europa, con proposte che possono
contribuire
alla soluzione politica dei gravi problemi del
Corno
d'Africa (una regione legata all’Italia da
 una lunga storia di rapporti culturali, politici,
economici e sociali). 

 

 

 

 

 


Foto di Gruppo del Congresso Internazionale
sul tema Corno d'Africa tra Storia, Diritto e Politica,
coorganizzata con l'Univ. di BO - Copyright ACBI

 

 

 


 


Foto di un Gruppo di Banaadiri al secondo
Congresso Intern. dei Banaadiri in Netherland
anno 2002 - Copyright ACBI

 

 

 

 

  

President of Banaadiri     President of Banaadiri Italy
Italy                                  Netherland

 

 

 

 

 
President    Banaadiri   President    Banaadiri
Swiss                              United Kingdom
 

 

 


 


President    Banaadiri   President    Banaadiri
Swiden                            Minesota - USA
  

 

 

 

 


Giornalista Banaadiri   Intellettuale Banaadiri

 

 

 

 

 Rappresentanti dell'Istituzioni Ollandese

 

 

 

 

Intellett. Banaadiri       Resp. giovani Banaadiri 

 

 

 

 

Intellettuale Banaadiri     Intellett. Banaadiri 





 



Salim H. Mao/Master of Markacadeey

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Foto di gruppo di banaadiri in Ollanda

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Contact Banaadiri in Italy:


banaadiri@gmail.com
or,
banaadiri1@yahoo.it


30 dicembre 2008

Somalia...,

30 DIC – 2008,
Dopo lunga battaglia di rispetto della costituzione, si conferma le dimissioni datata ieri 29-12-2008, del presidente somalo Abdullahi Yusuf Ahmad, che ha rassegnato le dimissioni davanti al parlamento di transizione riunito a Baidoa.

Ha lasciato il ruolo nelle mani del presidente del parlamento.

Si apre un nuovo scenario per il paese in guerra civile da circa 20anni.


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11 novembre 2008

Dhambaal Tacsi ah ...,

 

INNAA LILLAAHI WA INNA ILAYHI RAAJICUUN

Anoo ku hadlaaya magaca guddoonka Umadda Banaadir ee Dalka Talyaaniga iyo gaar ahaan caa’ilada Cabaas Suufi Maxamed oo aan ka dhashay, waxaan dhambaal tacsi ah u direynaa

Caa’ilada Aabeheen/adeerkeen oo maanta oo ay taariikhdu tahay 11-11-2008 si lama filaan ah oo naxdin leh oogu geeriyooday magaalada Tilburg (Holland ):

Aabe/Adeer Cali Suufi Maxamed Sadiiq (Majawe)



tacsidan waxay ku socotaa Qowmiyadda Al Faqay (Reer Faqay) meel kasta oo ay dunida dacaladeeda kaga nool yihiin, gaar ahaana eheladii, walaalihii, wiilashii iyo gabdhihii uu ka geeriyooday aabe /adeer Cali Suufi Maxamed (Majawe), waxaanu leenahay samir Iyo iimaan Allaha inaga siiyo kuligeen .

Isagana janadii fidowsa Allaha ka waraabiyo.

Amiin Amiin Amiin yaa Allah.




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3 ottobre 2008

Somalia .

Somalia, sparatoria sul cargo sequestrato Muoiono tre pirati sulla nave dei tank

NAIROBI - 3-10-2008 Continua l'odissea del "Faina" il cargo ucraino sequestrato dai pirati in acque somale giovedì scorso con a bordo 33 carri armati T-72 di produzione russa. Sulla nave è scoppiato un conflitto a fuoco tra i sequestratori, probabilmente dovuto a differenti posizioni su come condurre le trattative per il rilascio degli ostaggi e la consegna delle armi. Nello scontro hanno perso la vita tre pirati mentre, sempre dalla nave, un portavoce degli assalitori conferma i sospetti avanzati dai militari americani nei giorni scorsi: "Le armi sono dirette a un compratore del Sudan del Sud, non appartengono al Kenya". 

Somalia, sparatoria sul cargo sequestrato Muoiono tre pirati sulla nave dei tank

La situazione. Con le vittime di oggi, sale ufficialmente a quattro il numero dei morti dall'inizio del sequestro, contando anche il membro dell'equipaggio deceduto due giorni fa per cause naturali. Al momento attuale il cargo sequestrato è tenuto sotto stretta sorveglianza da tre navi da guerra, il cacciatorpediniere statunitense Howard, più altre due europee ma di cui non si conosce la nazionalità. Le forze schierate non possono però assalire il cargo per non rischiare di perdere il prezioso carico (che potrebbe anche esplodere) e per non violare le norme vigenti in acque internazionali.
La via più probabile per mettere fine alla vicenda sembra quindi quella della trattativa, con i pirati pronti a cedere il carico in cambio di 20 milioni di dollari di riscatto.
Il sequestro. Le vicende del Faina sono iniziate il 25 settembre, quando il cargo ucraino ma battente bandiera del Belize, è stato assaltato nell'oceano Indiano da pirati somali. La destinazione ufficiale della nave, con a bordo centinaia di armi, da lanciagranate a tank russi, sarebbe stata il porto di Mombasa in Kenya, per la consegna del carico all'esercito del paese africano. Secondo le informazioni disponibili, il commando di assalitori, composto da una quarantina di persone, tiene in ostaggio una ventina di persone, tra membri dell'equipaggio e tecnici.
Il giallo delle armi. La notizia del dirottamento, tutt'altro che raro nelle acque del Corno d'Africa dove si contano almeno altre 15 imbarcazioni tenute in ostaggio, ha però attirato l'attenzione dei media e delle autorità per l'importanza, economica e strategica, del carico.
Secondo le dichiarazioni del governo ucraino e di quello keniota, le armi erano dirette all'esercito di Nairobi, regolarmente acquistate nel rispetto del diritto internazionale. Pochi giorni dopo però le informazioni in mano al comando statunitense hanno fatto supporre che la vera destinazione delle armi fosse un "misterioso acquirente" del Sud del Sudan, regione autonoma controllata da forze ribelli.
La teoria statunitense ha oggi ricevuto la conferma dei pirati: se si scoprisse la veridicità di queste affermazioni si tratterebbe di una grave violazione dell'accordo di pace tra governo sudanese e ribelli, firmato nel 2005, senza contare lo scandalo che colpirebbe Ucraina e Kenya, responsabili della vendita di armi a forze non governative.
Nello scacchiere internazionale si è poi aggiunta anche Al Qaeda. Al Shabaab, un'ala della formazione terroristica di Bin Laden, ha forse ricevuto le armi sbarcate dai pirati tre giorni fa sulle coste somale, controllate in larga parte proprio dai terroristi. La preoccupazione generale è che anche i tank russi possano finire in mano ad Al Shabaab, un'ipotesi di complessa realizzazione per la difficoltà di scaricare dei mezzi pesanti da un cargo, operazione che non può essere compiuta in porti non attrezzati.
FNTE : www.repubblica.it




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12 agosto 2008

tacsi

 

Inaa Lilaahi Wa Inaa Ilayhi Raajicuun

 

Anigoo ah Maxamed Cabaas Suufi kuna hadlaaya Magaca Caa'ilada Cabaas Suufi Maxamed iyo guddoonka Umadda Banaadir ee Dalka Talyaaniga

waxaan tacsi tiiraanyo leh u direynaa dhamaan caruurtii, caa'ilada iyo ehelkii uu ka geeriyooday, waalidkeen aabaheen iyo awoowgeen meelkasta oo ay dacalada adduunka ka joogaan:

 

Al marxuum:



AL XAAJI Al FAQI AFDAL (BAABA FAQAY) '' Xaafidul Qur'aan ''

 

oo maalinta SABTIDA 09.08.2008 ku geeriyooday magaalada Lausanne ee dalka Swiss, waxaana marxuumka Eebe ooga baryeynaa inuu janadii firdowsa ka waraabiyo, kuligeena samir iyo iimaan naga siiyio;

Aamiin! Yaa Allah




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27 aprile 2008

The Art of Healing..., Written by Soni Martin Monday, 14 April 2008

he public, in general, has a tendency to stereotype artists. Myths have been perpetuated about the sullen suffering artist, the artist as a misfit, the artist as anti-intellectual and even the idea that having money is not important to artists. This famous quote in the early part of the 20 century “Don’t talk painter, paint,” further perpetuated the idea that artists should not concern themselves with the verbal, only the visual.The truth is that artists today are as diverse as the many styles you see in galleries. There is no one temperament; there is no one purpose for why an artist immerses themselves in the creative process. Mohammed Osman, who’s work is on exhibit at the Architect’s Gallery, is the best example of breaking all the rules about how we stereotype artists.
Not only is Osman a prolific artist, he is one of the most talkative, open and upbeat individuals I have ever meet. Whereas some artists don’t like to talk about their work, he loves to engage in the art of talking and discussing his work at great length. With ease, he can describe or write about each of his works. His passion is ever present in his work and evident while in his presence.
A physician by profession, Osman’s paintings express states of being; color, scale and figurative expression exude meaning about the human psyche and the human experience. The subject of his paintings range from emotional disorders to the supernatural — the overriding theme is the art of healing.
Osman is very clear about art and healing. He stated, “Over 3,000 years ago the ancient kemetic (Egyptian) physicians suggested that healing is an art that addresses a level of being: body, mind and soul. This notion still holds true today. Art is a complementary medicine, capable of healing patients in conjunction with conventional medicine.”
A native of Merka, Somalia, (now practicing and residing in Fayetteville), Osman is very clear about the direction his work has always taken. “My works of art follow a continuity of traditional African art, further advanced to capture the psychosocial, political, cultural, ethnical and medial concepts that are deep, difficult to express in words and philosophically intriguing. Like any other African artist in the world today, I strive in my work to rediscover the definition of contemporary African art.”
His statement above best describes his clear purpose in why he is involved in the creative process of being an artist. Anyone interested in seeing his work online and interested in his extensive explanation of each of his paintings, should go to his Web site: www.osmanart.homestead.com/onlineartexibitionbyhuandmo.html. He explains each painting in the manner of a healer. Medical information and references to the medical are blended with prose, poetry and personal philosophy. His subjects vary and range from themes of isolation, disease, states of being and the supernatural.
In the painting titled Loneliness, a lone female figure stands in profile, her hands raised to her head as she faces the bare wall in front of, her shadow is created by the open window behind her, another opening in the wall is located at the end of the room, painted in yellow and crimson red. Emotion exudes as the blue shape of a landscape pushes against the outside of the wall.
Like all of Osman’s work, Loneliness is painted in a classical expressionistic style. “Loneliness affects everyone indiscriminately. Refugees and immigrants are not excluded. I was raised in Africa. Loneliness lives far away in the West. Here people care. People communicate. People talk. Family ties are strong. Loneliness becomes a matter of choice.”
If you don’t have time to see his work at the Architect’s Gallery on Burgess Street in downtown Fayetteville, then the above Web site extensively represents his work. The website is linked to an online exhibit titled The 2nd Annual African and American Sketchbook 2008: Works by African and African American Artists born in 1930-1961.
What you will be seeing in the Architect’s Gallery exhibit are examples of what inspires Osman — what he “sees, feels, thinks and remembers.” Just be mindful, the Architect’s Gallery is only open Monday through Friday, 9 a.m. - 5 p.m., closed on Saturday and Sunday. The exhibit closes the end of the third week in April.
Fonte: http://www.osmanart.net/




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7 marzo 2008

Magacaabid safiiro ...,

 Yusuf Bari Bari
Yusuf Maxamed Bari Bari oo loo magacaabay safiirka QM ee Somalia


Madaxweyne Abdullaahi Yusuf ayaa maanta si rasmi ah waraaqahooda safiirnimo ugu wareejiyay, Yusuf Maxamed Bari Bari oo loo magacaabay safiirka QM ee Somalia, Mahdi Abuukar oo loo magacaabay Safiirka Sudan, Ismaaciil Qaasim Naaji Safiirka waddanka Qadar iyo Hilaal Maxamed Aden Safiirka Turkey.




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7 gennaio 2008

Dhagayso wareysi galabta uu sii Daayay Madaxweynaha Soomaaliya ...








Dhagayso Waraysi Madaxweynaha Soomaaliya Cabdullaahi Yusuf Axmed
7. januar 2008




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3 gennaio 2008

Ra'iisul Wasaare Nuur Cadde oo magacaabay Golahiisa Wasiirada...

 

Baydhabo(AllPuntland)- Waxaa iminka ka socda Magaaladda Baydhabo gaar ahaan xarunta Madaxtooyada munaasabad weyn oo uu Ra'iisal wasaare Nuur Xasan Xuseen (Nuur Cadde)uu ku Magacaabayo Magacyadda Golaha Wasiiradiisa Cusub ee Xukuumadda uu Horkacayo.

Xiriiro aan goor dhaw la sameynay xubno ku sugan Baydhaba ayaa noo Xaqiijiyay inay socoto Xaflada uu ra'iisalwasaare Nuur Cadde uu kusoo Bandhigayo Wasiiradda Cusub oo isugu jira kuwo laga soo xulay Baarlamaanka oo xildhibaano ah iyo Kuwo kale oo laga soo Magacaabay Baarlamaanka dibadiisa oo isugu jira Aqoonyahanno iyo Siyaasiyiin Caan ah.

Iyadoo iminka ay socoto Xafladda magacaabista oo aan weli Saxaafada loo qeybin Liiska Magacyadda ayaan ku dadaali doonaa sida ugu Dhaqsiyaha badan inaan aqristeyaasheena ugu soo gudbinno Magacyadda Wasiiradda Cusub ee uu xiligan ku dhawaaqayo Ra'iisal wasaare Nuur Cadde, Haddii ALLE idmo haka dheeraan AllPuntland.com XARUNTA WARARKA SOOMAALIYA EE DEG DEGA iyo XAQIIQDA AH !!

Maxamed Xasan Jeeri
AllPuntland, Muqdisho




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3 gennaio 2008

SOOMAALIYA

 Ciidamada Dowladda oo Baadi Goob ugu jira Indhacade iyo Abuu-Mansuur oo latuhunsanyahay in lagu Qarinaayo Gobolo kamid ah dalka Somaliya. (03 Jan)




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3 gennaio 2008

SOOMAALYA ...

 






 Cadaado: dagaalkii manatay kadhacay dagmada Cadaado oo lagu jabshay argigixisadii sooqaday weraarka. (03 Jan)




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29 ottobre 2007

Casilaad Geedi - Dimissione Ghedi..

War deg deg ah oo naga soo gaaray Soomaaliya,

Waxaa daqiiqado ka hor dhiibay casilaad ra’iisul wasaare Geedi oo dood dheer ka dib isla garteen in uu sax ahaa codsiga madaxweynaha Yusuf inuu waqtigiisii dhamaaday.

Banaadiri – Soomaaliya

Importante Notizia che ci arriva dalla Somalia

Pochi minuti fa si è dimesso come prevedeva la costituzione federale della Somalia rep. Democ. della Somalia federale il primo ministro Ghedi.

Dopo una lunga discussione che ha visto la partecipazione di esperti della politica e del diritto costituzionale – risulta confermata la posizione del presidente Yusuf il garante della costituzione che aveva chiesto la sua dimissione avendo compiuto il tempo previsto.

Banaadiri – Somalia




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28 settembre 2007

I CONFINI DEL BANAADIR

 

Sunday, August 19, 2007

I CONFINI DEL BANAADIR
(Nuredin Hagi Scikei)
[Written in Italian]

Le forti pressioni ricevute dai banaadiri mi inducono a pubblicare questo articolo con urgenza lasciando alla benevolenza dei singoli la traduzione in inglese, in arabo o in somalo per i fratelli che non parlano l’italiano.
Per pubblicare questo articolo ho dovuto attingere al mio archivio di note e mi auguro che almeno serva a far comprendere quanto la storia del Banaadir è complessa, poco conosciuta e ancora tutta da rivedere e riscrivere. Anche se le date vanno controllate meglio ed arricchite con altri episodi, non le ho tolte perché il loro susseguirsi ci da un idea del tempo in cui si è consumata la tragedia della spartizione del Banaadir.
Riallacciandomi subito ad un dibattito di questi giorni, non esiste un "Ex Benadir" ma un "Falso Banaadir" creato dal regime di Siad Barre, Huseen Kulmie & compagni. Un "Falso Banaadir" che ancora oggi stenta a sparire perché vi sono gruppi che hanno interesse ad identificare il Banaadir in pochi quartieri di Mogadiscio. L’ingenuo obbiettivo è quello di dividere e sparpagliare i Banaadiri per togliere a loro ogni peso politico che alle prime elezioni regolari li porterebbe ad esprimere i loro veri rappresentanti.
In questa occasione però vorrei fare capire meglio ai miei fratelli e sorelle Banaadiri che gli omani che hanno amministrato il Banaadir non devono essere considerati stranieri ma banaadiri a tutti gli effetti. Non è possibile considerare stranieri gli omani perché nel Banaadir ci hanno abitato per più di due secoli, lo hanno liberato dai portoghesi con il loro sangue, hanno fatto rinascere l'economia banaadiri dopo la distruzione di tutta la rete commerciale operata sempre dai portoghesi e non l'hanno mai aggredita con crudeltà come hanno fatto i somali. Anzi, il loro esercito nell'area era composto da migliaia di banaadiri di origine yemenita.
Ovviamente gli omani erano dei banaadiri un po' particolari che, dato il loro ruolo di monarchi, erano molto privilegiati e quindi non particolarmente amati dalla popolazione che non conosceva bene la loro storia. Per giudicare gli omani non bisogna dimenticare che essi sono coloro che hanno liberato tutti i musulmani della costa orientale africana e sopratutto del Banaadir da quasi due secoli di violenta e crudele dominazione portoghese. Non va neanche dimenticato che gli omani lasciavano che i banaadiri gestissero abbastanza liberamente la loro politica interna ed economica. I sultani si limitavano a controllare la politica estera e a riscuotere le tasse con cui tra l’altro dovevano provvedere al mantenimento dell’esercito e della costosa marina da guerra che difendeva gli stessi banaadiri da aggressioni straniere.
Ma la storia della monarchia omani, nonostante il brutto capitolo dei loro rapporti con le popolazioni pagane della odierna Tanzania, è una storia straordinaria, epica, di grandi combattenti e conquistatori. Una storia che potete viverla meglio leggendo i libri degli storici Abdul Shariff e di Beatrice Nicolini.
L’artefice della cacciata dei portoghesi e della rinascita politica ed economica dell’Africa Orientale è opera di Sa’id Said degli Al Bu Sa’id. Questo monarca riuscì a realizzare un piano strategico degno dei migliori statisti di sempre. Infatti Sa’id Said riuscì:
- a convincere l’elite mercantile indiana, i Baniani, a finanziare la sua guerra contro i portoghesi
- a convincere i guerrieri baluci di Makran (della regione del Balucistan) a unirsi ai combattenti omani per ampliare e rendere più solida la classe militare della monarchia
- a dotarsi di una flotta di navi con cannoni perché solo con questi mezzi potevano essere fermati la potente marina militare portoghese
Questa è in sintesi la geniale idea che portò alla vittoria gli omani sui portoghesi e liberò il Banaadir e tutti i musulmani della costa dal terrore dei più crudeli dei colonialisti.
Quando morì Sa’id Said gli succedettero i suoi figli che non seppero accrescere la potenza militare del loro padre e dovettero soccombere ad un vasto attacco portato dai colonialisti inglesi, francesi, tedeschi ed italiani per la spartizione dell’Africa.
Non è vero, come raccontano certi libri di storia, che i figli di Sa’id Said hanno ceduto il Banaadir all’Italia come se trattasse della vendita di un tappeto. Il governo coloniale italiano ha preso possesso del Banaadir da una monarchia ormai sotto il tiro delle navi cannoniere inglesi, francesi, tedesche ed italiane. Anche i confini verso l’interno del Banaadir furono ridisegnati per far spazio alle mire colonialiste dei tedeschi. Se la lunghezza del Banaadir (che va dalla città di Warsheikh e arriva fino al confine con il Kenya) è difficile metterla discussione, la larghezza del territorio verso l’interno è ancora da definire meglio. Secondo diversi fonti era oltre 100 km dalla costa verso l’interno.
Quello che segue è la breve cronistoria di ciò che successe dal 1885 al 1908.
Nel gennaio del 1885 il ministro degli esteri Mancini, affida al capitano Cecchi, l’incarico di esplorare le regioni interne dell’estremo Nord-Est dell’Africa per verificare la possibilità di occupazione da parte dell’Italia. Cecchi inizia la sua missione presentandosi con la nave militare Barbarigo alla corte di Barqash bin Said sovrano di Zanzibar e del Banaadir. Le motivazioni presentate dall’emissario italiano erano quelle di studiare quali commerci si potevano sviluppare fra gli stati del sultano e l’Italia. Il Re era troppo astuto per credere a questi discorsi ma era ormai troppo debole e la Germania aveva iniziato l’occupazione delle regioni dell’Usagara e territori limitrofi.
L’Italia, quindi, si presenta nel momento più opportuno sulle coste dell’Oceano Indiano. Dopo gli inglesi, francesi e tedeschi, a Said Barqash non resta che cominciare a giocare a scacchi anche con gli ultimi arrivati. Il 29 maggio 1885, un rappresentante del sultano e gli emissari italiani, il capitano Cecchi e il comandante Fecarotta, concludono un accordo (sotto riserva approvazione del re) che permetteva agli italiani piena libertà di commercio su tutto il territorio del sultano con i diritti della nazione più favorita. L’obbiettivo di Barqash era quello di farsi amico l’Italia concedendo a loro la possibilità di creare stabilimenti commerciali lungo il Juba per scoraggiare l’occupazione aggressiva dei tedeschi e in qualche modo guadagnare tempo. Il console italiano in Zanzibar, Filonardi, nell’agosto del 1885, scrive che nel porto sono presenti: 5 corvette tedesche, 2 corvette inglesi, 1 corvetta degli Stati Uniti. Nel mese di settembre del 1885 l’incaricato degli affari tedeschi comunica agli italiani che un certo sultano somalo di Kisimayo di nome Ali ben Ismail Karim, aveva chiesto il protettorato della Germania. Il capitano Cecchi, che nel frattempo aveva già visitato Kisimayo, scrive al ministro degli esteri Depretis che l’unica autorità in questa città è il governatore del sultano Barqash e non esiste nessun sultano somalo. Non solo Kisimayo e dintorni erano parte del Banaadir e quindi parte integrante del territorio amministrato da Barqash, ma anche nei pressi di Jumbo era presente una guarnigione omani-zanzibari-banaadiri. Non è difficile per gli italiani, intuire che i tedeschi si inventano autorità inesistenti per legittimare un loro intervento ed una loro occupazione di Kisimayo. Longa manus della Germania era la Società tedesca per l’Africa Orientale (Deutsche Ost-Afrikanische Gellschaft). Una società privata con sede a Berlino.
La mossa di Barqash per far entrare nel gioco anche l’Italia ottiene qualche risultato. Infatti l’Italia presenta le sue rimostranze al governo tedesco e si apre quindi una discussione fra i due governi. Essendo già stata nominata una commissione mista anglo-franco-tedesca per la delimitazione dello aree di competenza al sovrano Barqash, la Germania decide di attendere i lavori della commissione. Nel frattempo invia per ricognizione, due navi da guerra fuori dai confini del Banaadir, a nord di Warsheekh, sulla costa delle terre abitate dai somali. I capitribù somali si allarmano e temendo una invasione europea, inviano messaggeri in Zanzibar e chiedono aiuto e consigli al re Barqash.
Il console Filonardi cerca di approfittare al massimo di questi drammatici momenti che sta vivendo il re Barqash e cerca di forzare le trattative tentando di costringerlo a cedere all’Italia Kisimayo e le aree intorno al fiume Juba di sua spontanea volontà. La reazione del sovrano è immediata e così scrive al console italiano il 7 novembre 1886:«Noi siamo molto sorpresi che ci venga riferito di aver noi proposto di cedere completamente al suo governo la città di Kisimayo ed i suoi dintorni. Se il Governo Italiano ha compreso così, noi affermiamo che la nostra intenzione non fu mai quella di abbassare la nostra bandiera perché non potremmo permettere che ciò succeda nei nostri territori. Preghiamo perciò la S.V. a voler far conoscere al suo Governo che noi non avemmo mai intenzione di cedere completamente questo paese, ma di unirci al Governo Italiano per svilupparlo commercialmente, come già ci era stato proposto da uno dei rappresentanti d’Italia. Preghiamo altresì la S.V. a volerci dare una risposta sul valore della nostra offerta».
Sempre verso la fine del 1886 la commissione anglo-franco-tedesca riconosce che anche le città di Kisimayo, Barawa, Marka, Muqdisho, Warsheikh con una larghezza verso l’interno di circa 10 miglia erano le terre del re omani-zanzibari-banaadiri. La riduzione della sovranità territoriale del sultano ad un raggio di dieci miglia, aveva l’obbiettivo di favorire l’occupazione della Germania nei territori oltre quel confine. I tre funzionari che dirigevano questa commissione erano il tedesco sig. Schmidt, console in Egitto, l’inglese tenente-colonnello Kitchener e il console generale francese Patrimonio.
Nei primi giorni di aprile del 1886 morì Barqash e gli successe il fratello Sayd Khalifa, molto più ostile agli europei. Filonardi cerca di concludere le trattative su Kisimayo e sull’utilizzo del fiume Giuba con il nuovo sovrano. Questi però dimostra molta perplessità sul testo dell’accordo presentatogli dal Filonardi e osserva che i diritti degli italiani non sono ben definiti. Khalifa si dimostrò subito non interessato alle trattative con l’Italia e non riceve il console italiano che gli vuole portare una lettera del Re d’Italia.
Il Filonardi approfittando di questa occasione si inventa un incidente diplomatico in accordo con il governo italiano. Il Presidente del Consiglio e Ministro ad Interim italiano, Crispi, il 30 maggio 1888 manda un telegramma a Filonardi in Zanzibar e gli ordina di chiedere al sultano una riparazione adeguata per "l’offesa" e la cessione incondizionata di Kisimayo!! Questo atteggiamento arrogante viene adottato anche dal già poco diplomatico Filonardi che ottiene come unico risultato il deteriorasi del rapporto con Khalifa. Su consiglio dell’inglese lord Salisbury, Crispi decide di inviare a Zanzibar il Capitano Cecchi che era stato nominato console ad Aden ed era considerato un buon negoziatore.
Intanto Khalifa rifiuta ogni riparazione chiesta dall’Italia e il Filonardi, il 6 giugno 1888, abbassa la bandiera e rompe i rapporti con il sovrano omani-zanzibari-banaadiri. Ma Crispi, che sapeva molto bene l’influenza che gli inglesi avevano in Zanzibar, attraverso l’incaricato d’affari in Londra, Catalani, chiede che il console britannico aiuti l’inviato Cecchi. Il Foreign Office mette in contatto, Catalani, con il sig. William Mackinnon, un uomo ricco e molto ascoltato sia dal governo inglese che da Barqash.Inoltre egli era chairman dell’IBEAC (Imperial British East Africa Company) che amministrava già le città costiere del Kenya. Anche Cecchi ricorre a linguaggi violenti e minacciosi nei confronti di Khalifa, che finiscono anche per irritare gli inglesi. Makinnon decide di scendere apertamente in campo e fa una proposta al governo italiano attraverso il Catalani. In sostanza si tratta di questo: Kisimayo sarebbe stata occupata ed amministrata da una società privata inglese ed una italiana. Nell’interno oltre i limiti del territorio del Banaadir, il fiume Juba sarebbe diventato il limite di separazione delle due compagnie: quella inglese avrebbe posseduto la riva meridionale mentre quella italiana avrebbe preso possesso non solo della riva settentrionale del Giuba ma anche di tutto il territorio del Benadir. In seguito, aggiunge Mackinnon, L’Italia avrebbe potuto estendere la sua sfera di influenza su parte del territorio abitato dai somali cioè quello che si estende a nord di Warsheikh.
Il sovrano Khalifa, per quanto sia in balia delle pressioni delle potenze europee e sopratutto di quella inglese, accetta di porgere le sue scuse per l’incidente diplomatico causato dal suo disinteresse a ricevere la lettera del Re italiano ma si oppone, con una breve lettera indirizzata al Cecchi il 28 agosto 1888, alla cessione di Kisimayo. In questa lettera il re omani-zanzibari-banaadiri non menzionando il resto del Banaadir sembra oramai rassegnato a perderlo. Ma già nei primi mesi di agosto, il governo inglese aveva fatto sapere a quello italiano che per il momento non vi erano speranze di indurre il sultano a fare concessioni territoriali ad una paese straniero e che bisogna aspettare ad un momento più opportuno. Il Presidente del Consiglio, Crispi, telegrafa a Cecchi e gli chiede di formulare un piano di condotta visto la non disponibilità del governo britannico ad appoggiare le richieste italiane. Le proposte del Cecchi sono tutte bellicose e secondo il suo parere sarebbero bastate le due navi da guerra italiane presenti in quelle acque se l’Italia avesse avuto la garanzia della neutralità di Inghilterra e Germania. Egli scrive testualmente:«siccome però è mia ferma convinzione che malgrado le più ampie dichiarazioni di neutralità, Inghilterra appoggerà sempre con mezzi più o meno indiretti il Sultano, ne risulta che le difficoltà saranno molto aumentate e si richiederà per vincerle maggiore impiego di mezzi e non poca perspicacia per non urtarci apertamente con Inghilterra».
La situazione politica in cui versava Khalifa viene descritta in questi termini:«Il Sultano [...] si può ben dire non esistere che di nome: letteralmente disautorato, la sua presenza a palazzo non è che per firmare ordini dati in suo nome dai rappresentanti inglese e tedesco: nulla gli è permesso che non piaccia a questi funzionari principalmente a quello inglese, il quale si può veramente dire essere qui onnipotente».
Per quanto il tono era sprezzante e adirato per la scarsa considerazione che il sultano, giustamente, dava alle pretese dell’Italia, era vero che il sultanato era letteralmente ostaggio degli inglesi che erano presenti nelle sue acque con una flotta di ben otto navi di cui una corazzata e di primo ordine. Considerevole era anche la flotta tedesca composta da cinque navi ed in attesa dell’arrivo di due incrociatori.
Ad ogni modo, su pressioni inglesi, Khalifa ristabilisce le relazioni diplomatiche. Il 19 novembre 1888 la bandiera italiana viene nuovamente issata sulla residenza consolare e viene salutata con 21 colpi di cannone della corvetta del sultano e della batteria di terra.
Dalle lettere inviate dall’incaricato degli affari in Londra,Catalani, ed il Presidente del Consiglio italiano, Crispi, sembrerebbe che i motivi per cui Mackinnon desiderava far ottenere delle concessioni territoriali all’Italia erano per far da contrappeso, assieme all’Inghilterra, al predominio commerciale e politico della Germania in Africa Orientale. Mackinnon in passato aveva cercato di realizzare in Africa Orientale una grande compagnia con l’appoggio del governo inglese, tipo quella delle Compagnia delle Indie. Ma il governo britannico dimostrò molta perplessità su questa questione ed accettò di appoggiare il progetto ma con ambizioni assai ridotte.
Comunque, tutta la trattativa sulla cessione del Banaadir all’Italia è stata praticamente condotta da Londra da Tommaso Catalani con Mackinnon.
Il 18 novembre 1889 a Londra viene firmato l’atto di cessione del Banaadir al governo italiano da parte della IBEAC. Mancava solo che il sultano firmasse la concessione in affitto del Banaadir ed di altri suoi possedimenti alla compagnia inglese. Questa traslazione ovviamente era stata concordata molto tempo prima e anche il sultano ne era a conoscenza.
Il 13 febbraio del 1890 Khalifa muore e gli succede il fratello Sayyid Ali Sultan che il 4 marzo 1890 è costretto a firmare la concessione del Banaadir e di altri territori del sultanato alla compagnia inglese. La condizione che il sultano ricevesse una quota annuale di circa 90.000 talleri (almeno inizialmente) delle entrate dei porti del Banaadir era di per se insignificante perché di fatto il Banaadir era uscito fuori dal suo controllo. Il 6 marzo 1890 il nuovo sultano scrive a George S. Mackenzie, amministratore in capo della Imperial British East Africa Company dichiarando che non ha obiezioni che la compagnia inglese affidi l’amministrazione del Banaadir agli italiani. Il trasferimento della gestione del Banaadir agli italiani non fu immediato in quanto dovettero prima risolvere con la compagnia inglese una controversia sull’amministrazione di Kisimayo.
Dopo qualche anno gli italiani cominciano ad installarsi nei principali porti del Banaadir ad eccetto di Kisimayo che rimase agli inglesi. Sfumò così il progetto di Cecchi di fare del porto di Kisimayo lo sbocco naturale delle regioni meridionali dell’Etiopia e della vallata del Giuba la via più rapida per una penetrazione politica e commerciale nell’impero abissino.
Qualche storico scriverà:«Se per ottenere il subaffitto dei quattro porti del Banaadir occorrono otto anni di manovre diplomatiche, un certo numero di spedizioni navali e l’appoggio determinante del governo inglese, ben più rapida e facile si rivela l’operazione per ottenere il protettorato sul resto della costa somala».
Il governo italiano in un primo momento scelse il sistema indiretto di amministrazione coloniale affidando la gestione del Banaadir ad una società commerciale. Questa scelta fu dettata dalla necessità di condurre una penetrazione con meno clamore e sopratutto perché riteneva che fosse il sistema più economico. Il Filonardi, che era titolare di un società commerciale e che aveva preso parte attiva a gran parte delle minacce-pressioni-trattative condotte con i re omani-zanzibari-banaadiri, mediante una contratto stipulato l’11 maggio 1893 con il governo italiano, costituisce una società con la quale prende in affitto i principali porti del Banaadir. Questa società chiamata "Compagnia Italiana per la Somalia V. Filonardi & C." (dietro la quale c’era il Banco di Roma), ottenne per tre anni (dal 16 luglio 1893 al 15 luglio 1896) l’autorizzazione ad amministrare il Banaadir. Nell’ottobre del 1893, essa si era installata nel territorio.
Nel 1904, il governo italiano ha ormai avviato negoziati con il sultano di Zanzibar e con l’Inghilterra per l’acquisto dei porti banaadiri e per assumere l’amministrazione diretta della colonia. Il 14 aprile 1905, dopo vent’anni di indirect rule, l’Italia assume la gestione diretta del Banaadir. Nel 1908, con la famosa legge n.161 del 5 aprile, le autorità coloniali italiane creano un nuovo assetto politico-aministrativo per i popoli del Corno d’Africa e gli impongono il nome tribale "Somalia" che finirà per privilegiare in tutto e per tutto il gruppo etnico dei somali nei confronti dei banaadiri, dei Digil, dei Mirifle e dei Bantu.
Il Banaadir non ha mai avuto giacimenti minerari minerari da sfruttare, le sue coste sono tra le peggiori del Corno d'Africa. L'unico porto naturale buono che ha a disposizione è quello di Kisimayo. Il suo fiume più importante, lo Webi Shabelle, lascia due terzi delle sue acque nella regione dell'Hiran dove viene prelavato dagli Hawiye per irrigare i loro campi agricoli. Eppure il Banaadir è stato sempre l'area più sviluppata di tutto il Corno d'Africa. La ragione di questo successo era una ed una sola soltanto: l'abilità della sua gente nell'amministrazione politica e nella gestione economica delle cose pubbliche e private. Riconsegnare il Banaadir ai banaadiri è nell'interesse di tutti gli abitanti del Corno d'Africa. Per un paese non è facile creare una popolazione dalla mentalità urbanizzata, una popolazione che si rende pienamente conto del valore della disciplina e dei difficili negoziati che una società moderna è chiamata continuamente nei suoi rapporti interni ed esterni. Occorrono generazioni per costruire una mentalità positiva e duratura. I banadiri ce l'hanno già e i somali la devono ancora acquisire. La storia parla per tutti.
Se i somali fossero stati capaci come i banaadiri, non si sarebbero riuniti nel piccolo Banaadir a scannare e a scannarsi per prendere possesso non di risorse naturali esistenti ma di ricchezze create da uomini e donne banaadiri.
Nota sulle foto:
- La prima in alto a sinistra è una panoramica dall'alto di Kisimayo (inizi del 1900) in cui sivedono bene le caratteristiche palazzine con veranda dei Banaadiri di Kisimayo
- La seconda foto (inizi del 1900) è una istantanea di uomini della comunità indiana di Kisimayo. I baniani furono i finaziatori della guerra degli omani contro i portoghesi
- Il terzo disegno è la sezione di un veliero arabo dell'Oceano Indiano che ha decreato il successo commerciale dei musulmani della penisola arabica e dellaCosta Orientale Africana
- Il quarto disegno si riferisce a una delle tante rovine che si trovano nelle isole Bajuni ed è ciò dai bombardamenti dei portoghesi nei secoli passati
Fnte : Al Manaara - Nuredin Ing. Hagi Scikei




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27 settembre 2007

Magaca Gabayga: GELBIS

Magaca Gabayga:  GELBIS

Abwaan: Cabdullahi Lecture, Toronto, Canada

 

Gabayga Gelbis wuxuu soo baxay bishii August, 2007 waxaana curiyey abwaankii weynaa  Cabdullahi Faarax Warsame ( Lecture)  oo imminka ku nool magaalda Toronto. Abwaanku wuxu gabaygan  u tiriyey laba dhallinyaro ah oo qoys cusub ku yagleelay magaalaada Fort Mcmurry ee gobolka Alberta, Canada. Gabygu waa bogaadin, duco, dhiirrigelin iyo mahadnaq ku gadaaman farxad, riyaaq iyo raynrayn. Sidoo kale waxaa qoyska cusub loo iftiiminayaa masuuliyadda labada dhallinyaro wada saaran taasoo labadaba looga baahan yahay dulqaad, samir iyo istaakulayn. Abwaanku wuxuu gabayga wuxuu si fiican u tilmaamayaa degaanka, dabeecadda, dallagga iyo xoolaha dhulkeenna hooyo marka ay ku suganyihiin xilliga barwaaqada oo cosobkiyo jiro, taasoo uu ku suuraynayo saadaasha wacan ee reerkan cusub laga dhawrayo. Abwaanka wuxuu aad ugu xeeldheer yahay sifaynta dabeecadda iyo deegaanka dhulkeenna hooyo. Abwaanka waxaa macallin degaanka iyo dhaqankanka Soomalaiyeed u ahaa macallinkii weynaa ee astaamahaas aad ugu xeel-dheeraa waana abwaan ( Xasan Xaaji  Cabdullahi- xasan Ganey). Waxaa xusid mudan in maansadani ay tahay tii ugu horraysay ee abwaanku aroos ka curiyo 16kii sano ee la soo dhaafay. Maansada wax ka jira erayo tibaaxayaa farxad, riyaaq, raynrayn iyo bogadin intaba. Ugu dambaytiin waxaan qoyska cusub ugu ducaynaynaa; “ Noqda labadii isku waara oo hela ubad khayr qaba. Aamiin. Abwaanku wuxuu gabaygiisa ku billaabay sidan:

 

 

Suugaantu waa gabay;            Waa hadal gobeedoo

Dhayal uma gorfeeyee           Waxaan gole ka tiriyaa

Marka geesi guursado            Oo gaari qurux badan

U haweesto guurow               Ay aqal-galkii tahay

Shirbada iyo gegidana            Dadku giringir tuban yahay

Oo jiibta guuxiyo                  Hoollabi giraangirin

Dadka Guulle u baray           Ku gadaamanyihiinow

Golongolley la leeyahay         Dumarkuna mashxarad gooh

Ku gallaydhyayaanoo             Lekjarow ha ku goynin leeyihiin

 

Afartaasu gabayga gundhiggiisa weeyee;       

God kaleeto wuxuu yahay             Waa gob iyo caadkeed

Aroos inay gangaamaan                Guri ay yagleelaan

Gelbiska iyo shallaadkiyo              Gole lagu kulmaayoo

Giringiro ciyaartii                         Dadku gaaf ka boodaan

Wa gob iyo caadkeed                   Marka gole la weeroo

Ay goob aroos tahay                    Gelbis la isu soo baxay

Gawaadhida ordaysiyo                 Fardo gaaguf-rooroo

Wiilaal gaar isugu xilay                  Geesaha ka marayaan

Waa gob iyo caadkeed                  Aroos ay gangaameen

Kolba goobta meeshiyo                Kolay gobollo kale tahay

Guud ahaan adduunkaba              Codsigooda gaarka ah

 

Dadku ay gurmanayaan          Waa gob iyo caadkeed

Farxad aan gudhayniyo           Gacaltooyo joogto ah

Waa gob iyo caadkeed            Muusig waxa reemoo

Heesaagu soo galo                  Anna gabayadaydii

Goobta  aan ka tiriyoo           Aan libin guddoonsado;

           

Afartaasi gabayga       

Gundhiggiisu weeyee;            

Waxay gobi aroostaa              Marka gacal hawoodoo

Laba baadi-doon galay           Go’aankiyo sheekada

Guur lagu guddoonsado         Waxay gobi Aroostaa

Marka fulaygu guulmoo         Bikrad guurso uu yiri

Gelbiska iyo shallaadkaba       Kala maago golohoo

Gorayoy gabbal kuu dhac       La huluusho goob baas;

 

Afartaasi gabayga                 
Gundhigiisa weeyee;

Godkaleeto wuxuu yahay       Arooskiinnu gacalow

 Wuxuu gaar sallaabaa           Guga oo hagaagoo

Gudgudaha hillaaciyo            Gufaacadiyo mayaygiyo

Guulaamo keenoo                Daadku galalacleeyahay

Arooskiinnu gacalow             Wuxuu gaar sallaabaa

Geriga iyo haldhaagow          Gu’ barwaaqo joogow

Ishu gacalow diidayn             Arooskiinu gacalow

Wuxuu gaar sallaaba             Sida aaran geeloo

Guyaad meel leh joogoo        Intu kurusku giigsamay

Baarku gaadhay meel sare     Oo gudub tallaabada

Hadba gees u qaadoo           Ina gaardi lagu daray

Oo guud-haldhaalow            Awrku golongol dhuubtoo

Laba qaar u kala go’ay         Oo mici gabaarrow

Guulaamo saydhow             Doobtu galalow leedahay

Sharaf weeye gaaroo            Qurux lagu galladayee;

 

Afartaasi gabayga                  Gundhiggiisa weeyow;

Godkaleeti wuxuu yahay        Laba gacal ahaayow

Isu goonniyooboo                 Guri  ooday baad tihiin

Laba gacal ahaayow               Rabbi uu gargaaroo

Guulaystay baad tihiin           Laba gacal ahaayow

Gallad lagu mannaystoo         Waajib gudanayaa tihiin

Laba gacal ahaayow                Garasho iyo nasiib iyo

Ayaan lagu galladay                Libin gaadhay baad tihiin

Laba gacal ahaayow                Ifka guul ku faanoo

Weligiin is-garabsada              Laba gacal ahaayow

Dhallinyaro is-garabsada        Gurbood aad u tiro badan

Qaar iskuulka gala iyo           Qaar danaha guda iyo

Qaar guriga joogiyo               Qaar idiin gargaaroo

Xajkii guta yiraahdiyo            Dhala guuto boqorro leh

Sharaf weeye gaaroo              Qurux lagu galladayee

 

 

Afartaas gabayga

Gundhiggiisa weeye;

God kaleeto wuxuu yahay      Guulaystayaalow

Qurux guur hadduu jiro         Midnimaydin gaadheen

Guulaystayaalow                   Qurux guur hadduu jiro

Maantuu heelmay gurigii       

 

Afartaas gabayga

Gundhiggiisa weeye;

Go’aankii wuxuu yahay          Kayse gacaliyow heedhe*

Shukri guud haldhaaley          Waa gaari dumarow

Golol weeye qurux badan       Xishood lagu galladayee

Gabdhahay u sidataa              Waana boqorad gabadhuye

Gacmaha isqabsadoo              Garashada ha waayina;

 

Keyse gacaliyow Heedhe;

Shukri guud haldhaaley          Waalidkeed gob weeyow

Hooyo gacalo nuurtiyo           Aabbe geesiyaa dhalay

Bal sidaa u garo oo                Garashada ha waayina

Adna gacaladiisaay                 Suldaanbaa ku guursaday

Rabbina waa la garab galay      Bal sidaa u garo oo

Gacmaha isqabsadoo              Garashada ha waayina;

 

Qurux weeye gaaroo               Sharaf lagu galladayee

Dardaaran go’aanki                Gundhiggiisu wuxuu yahay

Gallad baydin joogtaan            Farxad lagu gardaadsho

Sharaf la guddoonshee            Ruux waliba geestii

Ha u guntadoo wanaagoo       Ha gaadhsiiyo meeshii

Samo loo guddoonsaday         Midse gacaliyaalow

Guhaad iyo isyeelyeel             Giriif iyo huruuf dhala

 

Ka ilaasha gawdhaha;            

Midna gooya oo naca              Kala-gure dadka isjecel

Abris garasho liitoo                Garaadkiisu liid yahay

Gungunaafka nacaska ah        Gabbanaaya meelaha

Yaanu duminin gurigiyo         Goolka aydin dhaliseen

Iska giija shaqallada.              

_____________________________________

* Curiye:Cabdullahi Farax Warsame ( Lecture)

 

Fiiro gaar ah: Maansadam waxaa abwaanka ka qoray qoraaga Maxamad S. Xasan bishan August, 2007. Maansadu waxay ka mid tahay maansooyinka ku urursan Diiwaanka Gurmad- caddadkiisa Lixaad ee soo bixi doonaa haddii Eebbe idmo dhammaadka sannadkan 2007.

 

HIYI Durugsan:

 

Maansadan waxaa curuiyey abwaan Lekjar. Maansadu waxay soo baxday bishii August 15keedi, 2207. Ujeedadu Waa gabay waddani ah oo tusaale iyo tilmaan fiican ka bixinaya sida colaad loo demiyo isagoo abwaanku ka joogsanayaa meel dhexdhexaad ah colaadaha dalka aafeeyey. Abwaanku wuxuu gabayga ku tiriyey magaalada Toornto. Waxy maansadu ku billaabanaysaa sidan:

 

Hiyi durugsan waa yool                        Bulsho ay ku hiratoo

Waa hoggaanka meel dheer                 U hoggaansha qaranoo

 Hodada waxyeeliyo                            Hadimada qarsoon iyo

Ka ilaasha halqoo                                Waa hormuudka aragtida

Halki lagu hagaagiyo                           U horseeda madal wacan

Hadafkiyo ujeeddada                          Bulsho hoos u jeedda

Markii uu habsaanyami                       Duco iyo habaar

Hangool iyo dagaal                              Hannaan iyo wanaag

Hadba kay mutaystaan                        Ayaan lagu hantayoo

Samo loogu heesaa                              OO lagu habeeyaa

Oo lagu hanuunshaa                             Oo lagu hormariyaa

Hibo weeye Eebbow                           Burjigiisa hodankaa

Hanoqaad ka dhigayoo                        Handadaada ma oggola’

 

Hibo weeye Eebbow                           Hiyi durugsan ruuxii

Rabbi hibo u siiyaa                               Ka horreeya aadmiga

Ku darsoo halkaleetana                       Hiyi durugsan Muusow*

Ogow waa hilaadshaha                        Hawrar oddorosaha

Hannaan tilmaamaha                            Hawaalaha adduunyada

 

Ku darsoo halkaleetna;

Hiyi durugsan Muusow                      Ogow waa horseedkii

Halka qaran habsami dego                   Hanka lagu tukubiyoo

Hoggaan weeye qaali ah                      Hinaasiyo wareer iyo

Waxay hibasho keentiyo                      Himbiriirsi maahee

Hadhcad baannu joognaa                    Hiyi durugsan waa libin

Guul lagu hantiya oo                            Hadaf iyo ujeeddo leh

 

 

 

 

Hawaalaha adduunkana;

Hawli kama dhammaatee                     Marka xaalku halis galo

Bulsho hadaf ka lumo oo                     Colaad la isu hagar baxay

Madaafiicda huguntiyo                        Hooto la isu daabtoo

Holacleeyo dhiigguba                           Oo hanadadii jiry

Midba haybta gurigii                            Hadal li’ ku biiroo

Dhexdhexaad halkii gabo                     Isagaa holada oo

Ku hagoogta dhiiggoo                          Hadal siiya geesaha

Heshiis lagama maarmee                      Waa hawlkar geesi ah

Hiyi durugsan qoys ma leh                   Illayn waa hoggaanshee

 

Hiyi durugsan waa roob                       Baradhowga hoorshoo

Hanqadh iyo gantaallo              Intuu bari haraatiyey

Herdidii galbeed iyo                             Hululaha Jabuutiyo

Harawada Jigjiga iyo                           Hilimada Goday iyo

 

NFD harraad tiray**

Wuxuu hululucleeyoo                           Hugun iyo gadoodtamo

Heelkii Kismaayiyo                              Xamar haykalkeedii

Himilaayoo Jiidhoo                              Dhulka meesha hulan iyo

Haadaamaha biyeeyoo                         Jiilaal hargaagtamay

Abaar kugu habuurtiyo                       Colaad heensa beeshiyo

Halis kaa badbaadshee                       

 

Hiyi Durugsan waa Qaran;

 

Marna holaca naartiyo                         Halis waa ka daran yahay

Marka hadaf colaadeed                       Haykalkeedu liganyahee

Dawlado hirdamayaan                        Hubka la siku ridayee

Hawsarrada gurxamayaa                     Janannada u hawl gala

Diiraddiisa hagayaan                            Halis iyo dhib weeyaan

Hooyo ay ku hoogaan                         Hangalo ay ku qaadaan

Hiyi durugsan waa saas                         

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
The opinions contained in this words are solely those of the writer, and it does not represent the editorial opinions of Banaadiri Italy.




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19 settembre 2007

Catastrophe looms in Somalia

 Catastrophe looms in Somalia  

MOGADISHU - The Somali government has warned of a humanitarian catastrophe because of acute food shortages in the war-battered Horn of Africa nation.
"A humanitarian catastrophe is imminent in Somalia if the international community does not respond soon," Interior Minister Mohamed Mohamud Guled told reporters.
"A lot of people have fled their homes across the country and are currently suffering," he added.
"There is shortage of food and there is massive inflation in the country at this time. So the government is warning there will be a humanitarian disaster," he added.
The impoverished country has been plagued by conflict since the 1991 ouster of former dictator Mohamed Siad Barre.
Humanitarian organisations have warned in recent weeks that a predicted crop in southern Somalia could worsen the crisis.
Thousands of people continue to be displaced by daily violence in the capital Mogadishu between
Ethiopian-backed transitional government forces and the Islamist-led insurgency.
The UN Children Fund (Unicef) reported last week that thousands of children were at risk of starving to death in the central and southern regions that are the most fertile in the country.
According to Unicef, the number of people in need of humanitarian assistance in Somalia has risen from one million to 1.5 million since January.
Soucer: AFP




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17 luglio 2007

Comunicato stampa della Comunità di Banaadir in Italia...

Comunicato stampa : 17-0707;

Associazione Culturale dei Banaadiri delle Somalia (ACBI) – Italy

In data 15-07-07, è iniziata la conferenza di riconciliazione delle varie etnie della Somalia. E' un fatto straordinario perché è la prima volta che una conferenza di riconciliazione nazionale si tiene nel capoluogo regionale del Banaadir nonché la capitale della Somalia ‘Mogadiscio’, dopo 17anni di guerra per il potere fra bande e milizia armata e cosiddetti signori della guerra.

Siamo consci che vi sono molte incognite, tra cui la presenza delle truppe etiope nel suolo del paese arabo Somalia, fondamentalismi clanici e non solo religiosi, il ruolo preponderante dei gruppi armati nella fase dell’elezione dei parlamentari, la presenza nel parlamento di soggetto a dir poco delinquenti ecc.

A quasi tutta la popolazione è parsa infelice, e poco opportuna la scelta del Presidente della Conferenza nella persona di signore come Sig. Ali Mahdi, poiché egli assieme ai suoi seguaci (milizie armate) sono responsabile di molti malanni del paese, tra cui distruzione di quasi tutti i centri storici della capitale, nonché altri crimini commessi dalla sua milizia a nome suo contro popolazione non armata nella parte meridionale della Somalia e cioè nel territorio del Banaadir.

Ma vorremmo andare oltre e chiederemmo che la stampa desse rilievo a questo avvenimento e aiutasse il percorso federale vero e non di facciata della Somalia.

Dopo 17anni di crimini e violenza sarà molto difficile che le varie componenti etniche tornino a considerarsi un popolo (ci vorranno molte generazioni per arrivare a ciò), ma almeno si attiva l'entusiasmo nella gente, per la ricostruzione di una nuova società fondata sul rispetto del diverso, delle minoranze, della democrazia e del federalismo politico, militare e fiscale.

E’ terrificante vedere che tutti i giornali del nostro paese parlino della conferenza solo nell’ottica di quattro delinquenti che fanno attentato nella zona dove si tiene la conferenza di riconciliazione, cosi il circuito d’informazione nazionale e la stampa stanno facendo il gioco dei violenti, dei gruppi armati e/o dei delinquenti, che desiderano che si parli solo di loro, per scoraggiare il ritorno delle persone istruite nel paese, che dovrebbero mettere in funzione l'amministrazione pubblica, le scuole, gli ospedali, le strutture di sicurezza e l’apparato militare federale, per tutelare al meglio ogni regione, le etnie che lo popolano ed il suo territorio.

Vedete il governo di transizione federale nazionale è stato eletto in modo poco convincente e poco democratico, basato su scelte di gruppi armati e gruppi di potere, e ha una durata di 5anni per preparare il paese ad una libera elezione, al fine di poter scegliere i propri rappresentanti e tutti noi assieme a voi dovremmo aiutarli a finché ciò avvenga, per liberarci definitivamente dai cosiddetti signori della guerra che hanno devastato il paese in questi 17anni di guerra.

Personalmente, spero che fra 2anni tutti gli uomini del governo di transizione federale verranno sostituiti da persone colte e giovani, preparate politicamente – ma per ora sono loro che stanno facendo il lavoro difficile per tutti ed è bene non farli sentire troppo soli, con la Vostra e Nostra aiuto e voce dovremmo incoraggiarli a continuare su questa strada, di riconciliazione nazionale senza impugnare armi ed uccidere popolazione civile.

Auspico che tutta la stampa italiana e per altro quella internazionale nei prossimi giorni diano spazio alla causa della popolazione non armate come i Banaadiri e quella civile della Somalia Federale.

Badate, chi Vi parla non condivide la modalità con il quale questo governo federale ha scelto i vari membri dei dicasteri, la modalità frettoloso ed ingiusto con cui sono stati eletti i parlamentari ed il modo ingiusto e poco rappresentativo con il quale ha nominato chi governa la regione del Banaadir, come ha distribuiti i ruoli chiavi di posizione della pubblica amministrazione, della polizia, degli apparati militare a soggetti discutibili.

Il popolo Banaadiri sta facendo una scelta chiara e coraggiosa di prospettiva democratica per il paese e il suo sostegno per ora, è, al fine di condizionare il governo di transizione federale nazionale a scelte democratiche ed è l'unica via percorribile per un popolo come quello dei Banaadiri non armato che vuole il bene del paese, un popolo che chiede giustizia e vuole con chiarezza, che, chi ha commesso crimini contro l’umanità contro il popolo Banaadiri paghi il dovuto alla giustizia.

Fiducioso che da oggi in poi la stampa italiana darà più spazio alla conferenza di riconciliazione nazionale e non ai terroristi e delinquenti che mettono bombe, questo anche per sostenere una strada verso un futuro democratico e di riconciliazione nazionale fra le varie etnie della Somalia, i Daarood, il popolo Banaadiri, gli Hawiya, i Dighil e Mirifle e tutti gli atri gruppi non menzionati e verso un stato Federale vero.

 Associazione Culturale dei Banaadiri della Somalia in Italia (ACBI) - Italia.

 




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3 luglio 2007

Shir Hawiye ay yeesheen oo fashilmay ...

 Muqdisho: Md. Cali Mahdi oo ka carooday shir maanta ka fashilmay beelaha Hawiye




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27 giugno 2007

26 June 2007

Garoowe(AllPuntland)- Madaxweynaha dawlad gobaleedka Puntland Maxamuud Muuse Xirsi (Gen.Cade Muuse) ayaa wuxuu Madaxtooyada Puntland ka soo saaray qoraal uu hambalyo ugu jeedinayo shacabka Soomaaliyeed.
Madaxweyne Cade Muuse wuxuu ku sheegay qoraalkiisa in maalinta 26-June ay tahay maalin mudan qadarin iyo soo dhaweyn,maadaama ay tahay maalintii la arkay calan Soomaaliyeed oo xor ah.
Maanta oo ay bishu tahay 26-June-007 ,waxa ay ku beegan tahay 47 sanad guuradii ka soo wareegatay markii gobalada waqooyi galbeed ee Soomaaliya qaateen calanka ,haatan loo yaqaano Somaliland.
Madaxweynaha Puntland wuxuu dadweynaha Soomaaliyeed ugu baaqay ,taageerida dawlada Soomaaliya ,taageerida shirka dibu heshiisiinta beelaha Soomaaliyeed iyo nabada Soomaaliya ka dhalata ,kadib 16 sano oo ay dagaalo halakeeyeen.
Gen.Cade Muuse wuxuu si gaar ah hanbalyo ugu diray ,shacabka dawlad gobaleedka Puntland meel walba oo ay joogaan ,wuxuuna sheegay in looga baahan taageerida walaaleynta Soomaaliyeed.
Madaxweynaha dawlad gobaleedka Puntland warsaxaafadeedkan uu soo saaray ayaa wuxuu kaloo ku sheegay ,in looga baahan yahay beelaha Soomaaliyeed in ay ka heshiiyaan khilaafka dhexdoodaa.
Warsaxaafadeedkan Madaxweynaha dawlad gobaleedka Puntland ayaa wuxuu ku soo beegay ,xili gobalada Puntland laga xusayo maalinta 26-June oo ku aadan 47 ka soo wareegatay markii gobalada Waqooyi ay qaateen xornimadoodii.




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21 giugno 2007

Dr. Mohamed Osman of ...

 Story Photo

Sandspur photo by Andrew Craft
Dr. Mohamed Osman stands in front of two of his paintings, ‘Serenity,’ left, and ‘Hope,’ in the waiting room of Primary Care of St. Pauls.

A St. Pauls doctor uses his art to tell medical stories
By Tina Ray
The Sandspur

ST. PAULS -- Dr. Mohamed Osman of St. Pauls meshes art with medicine. A native of Merka, Somalia, he came to America in 1992 to practice medicine and to distribute his artwork.

He spent his last two years abroad as a physician with the United Nations in Somalia and began to practice family medicine in Ohio in 1995.Osman worked for practices in Wade and Fayetteville before opening his own office, Primary Care of St. Pauls, in March 2005. The office is located at 125 Broad St.He said that art is linked to medicine and he is not the first doctor to paint about medical issues.Rembrandt painted about anatomical human dissection, Osman said. One of Rembrandt’s most famous works was done in 1632. It was called “Doctor Tulp’s Lesson in Anatomy.”Osman said he believes that art can illustrate medicine. Images tell the story that people cannot articulate.He has worked to “create as many images as possible in health issues.”In one of his images, called “Bipolar Disorder,” a person’s head is divided vertically in half. In the corner of the left and right side of the brain are images depicting fire and ice.In another called “Breast Cancer,” the symmetry of a woman’s chest is distorted. Her hair has nearly disappeared from her scalp due to stress and treatment.In a painting called “Infertility,” a condition that he said is often disdained in his native African culture, a woman is constantly overwhelmed by the number of pregnant bellies in her midst.Osman has painted about 70 topics related to medicine, and his work has been well received. His paintings have appeared on the cover of the Kaiser Permanente Medical Journal and “The Law of the Somalis: A Stable Foundation for Economic Development in the Horn of Africa.”In 2005, he was a featured artist of the Arts Council of Fayetteville/Cumberland County, where his color, acrylic paintings brought to life the agony of young AIDS victims.Notwithstanding Osman’s artistic pursuits, it was the love of patients that brought him to St. Pauls.“I go to work every morning at 6 a.m. and read two hours a day to be able to provide best care for this community,” he said. It is a community he has found to be plagued with diabetes, high blood pressure and obesity.When Osman reads the numbers given out by the spirometer, a device that measures a person’s breath, some patients struggle with the machines results. They struggle with being newly diagnosed with lung disorders such as emphysema or asthma.Yet, Osman tells them, “It’s not me telling you. It’s the machine. We teach. We explain.”But, when a patient is a borderline diabetic or a high blood pressure candidate or stricken with any chronic disease, Osman offers them counseling.For instance, he warns that recurring circulation problems may lead to limb amputation. It is one of the downfalls of having untreated or unmanaged diabetes.“We made a difference in their lives. They were not getting a lot of good care,” he said of residents in St. Pauls prior to his arrival.Osman said that he was instrumental in bringing a dialysis treatment center to St. Pauls.A typical day in his office may be filled with checkups for some patients. On this day, a male patient was in for follow-up lab work that included blood sugar testing and a circulation check to determine blood flow in his legs.Another was in for a hypertension test.Osman also provides adult, child and DOT health physicals, child immunizations and contraception management. He has an on-site laboratory to be able to quickly give out patients’ results.He has five people on staff, including his wife, Natalie. He met her when they were both medical students in Tver, Russia.Osman is fluent in five other languages besides English, including his native Somalian, Spanish, Italian, Russian and Arabic. He said it helps him communicate with patients.As a 9-year-old boy growing up in Somalia, Osman watched his mother die of an illness that was never diagnosed because the family could not find a practicing physician. He remembers her wearing long sleeves in the summer and shivering, so he believes it was a fever-related illness. He went into medicine, he said, so no family would have to search for a doctor and to save others because he was not able to save his mother.“I came here to help, and that was my intentions,” he said.For more information on Osman’s practice and paintings, visit his Web site at www.primarycareofstpauls.com.





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13 giugno 2007

Banaadiri ...

 Buwe, whose real name is Mohamed Osman, is a Banaadiri from Marka. He lives and works in the U.S.A.. He is a painter who seems to have decided to carry the burden of all the grief Horn of Africa. He’s been trying to help Somali women with his art for years. His canvases are often gun shots that get us down to earth and force us not to forget a grieving humanity we prefer not to look at, since it grieves us too.
But he doesn’t forget his origins, he wants to keep helping the others without being asked to deny his people’s, the Banaadiris, aspiration to freedom. His paintings are a delirium of colours and each one deserves a respectful attention. But also in this article, I will keep considering the paintings he dedicated to the Banaadiris in particular.

It is just watching at lenght this series of paintings dedicated to the Banaadiris, that one understands how true the statement by Derek Walcott was, when he got his Nobel prize for literature in 1992: «The love the fragments of a broken vase are put back together with, is stronger than the one which created the symmetry assuring its wholeness».
In the Garesa museum (whose collections have been impoverished, sold or destroyed by the Somalis), there were, once, two rocks, and few knew what they were. They were stone anchor-shanks, which is heavy rocks that were put on the seabed (or on the beach) to moor ships. They were shaped like truncated cones and had two holes as fairleads for the mooring lines. Until a century ago, they were used by ships when they had to stay offshore for a long time and the anchor alone didn’t guarantee complete safety. This makes us understand that the Banaadiris managed their ports together with experts who would work together and were well organized. All Buwe’s paintings are for us a stone anchor-shank where we can moor with a tight grip, that part of our history he was a witness of. We are living a historical period when the Somalis want to convince the world and the most ignorant people that the Banaadiris are only those who live in two Mogadishu areas. The Somalis daydream in a bad way. Also Buwe reminds them of that. Not any painter, but the most important Banaadiri painter who has ever lived. And, by sheer chance, he is not even from Mogadishu but from Marka, a town 50 km far from the capital.
Buwe portrayes a humanity which is unknown to the Horn of Africa art. For example, in A Benadiri we see the portray of a man who never had the honour to be portrayed with his bright white kofya and juuq. His traits are unmistakable. His very complexion, able to capture the light and reflect it with other tonalities, tells us he is a man of the coast. He could be our father or an uncle. All Banaadiris have a relative who looks like him. Portraying those traits together with those clothes, Buwe is recovering the tonality of the coastal people’s bright complexion, as well as making the white, in all its shades, live again, from that of wet plaster to that darkened by weather through time. If I were a professional art critic, to find out this artist’s teachers, maybe I would have mentioned Picasso, Matisse or the sculptor Costantin Brancusi. But I’d rather linger over the analysis of the impact his art is making on the Banaadiri culture and history. And if I really have to find teachers, then I’d rather think that Yementite chromosomes woke up in him and are guiding his hand. Indeed, the Yemenite figurative production, a thousand years old, mostly the works from the Qataban and Sheba reigns, was ruled by a precise aesthetic canon, such as the disproportion of body shapes and the sketchy descriptions of body traits, compared to the accuracy of the face details. And we can mostly see this style in the picture The coastal people 1, where the big eyes, the long and pointed noses are set in the purest ovals, just as in the Yemenite alabaster sculptures shown in figures.
But this child of Merca, at this stage of his artistic production, prefers giving space to the evocative power of colours. He likes to set fire to his canvases with red, orange and yellow, and then to dampen this effect with blue. In Marka all the dominant colours of Banaadir are represented: the white of the buildings, the red of the soil and the blue of the sea. The air is clear, in the distance you can see someone who’s going to take a swim, and you can almost hear the caawing of the seagulls’ hoarse and broken cries. Here peace is painted. Those figures you see leaning on the doorposts are women who, while keeping an eye on their children playing outside and seizing the chance to have a chat, check the sauce, which they are surely cooking for all their large families’ lunch, doesn’t burn. When the mothers don’t have time to keep an eye on the kids playing outside, they let them spend their time on the terrace. In the picture Friendship, you can admire the sweet relaxation of two children chatting. They are crouched and relaxed behind the embattled rail of the terrace. The sweet torpor permeating the atmosphere of that terrace disappears in that of A Benadiri family. Colours are definite, the white is still the one before the tragedy: candid and without stains. But I don’t think that family is admiring the bloody sunset. Their postures are stiff, still, typical of those who hear ominous echoes. Banaadiri terraces were the women’s reigns. Their floor, untill late night, is never completely clear, there are always carpets, pillows, trays, glasses, tea-pots, dishes and cutlery. The terrace of this picture is completely clear. It is still early to get back inside. This is a bad omen.
In Terror we are already inside the tragedy, and the colours are stony. Darkness and blackness hold the whole canvas as a hostage. But those white walls, even though chipped and fatally hurt, stoically resist and hide the throbbing hearts of terrified women whose presence is brought to our attention by moving coloured headscarves gathering up their hair.
In Destruction of Mogadishu, instead, violence has already been perpretrated. Desolation as far as the eye can see. Ferocity and atrocity fight each other to get the hub. Bodies are on the floor. One wonders whether they are dead or living dead? Are they lifeless bodies or violated bodies unable to realise what happened to them? And is that woman, with a club in her hand, going towards the white and halfdestroyed houses, the new Somali tenant from the bush? The one whose children, brothers and relatives were unable to make a land ten times bigger and more generous than Banaadir strout? Is that woman a relative of those men who were unable to supply themselves with boats to go fishing on the boundless sea of their area abounding in fish? Is that woman a relative of those people who built their hunger with their own hands, day after day, and don’t even have the decency to admit that?
The evacuation is hell. The towns on the coast burn, the Banaadiris have lost their heads, for this gratuitous and unexpected violence. They are seeking safety on board any ship. They flee and drown. The ocean never had piety for those who loose their heads. It doesn’t care a bit about innocent Banaadiris. “If you dared brave me without knowing me, you will repent of that” the ocean seems to yell with rage. Only we, the living, get sick seeing those brothers and sisters of ours floating lifeless like seaweed freshly plucked from the seabed by the waves. Only we, the living, will take and spread the image and the story of that cruelty which pushed those bodies to be eaten by fish.
But those who stayed in town without defending themselves didn’t have a better fate. The picture Violence1 reminds us of that. It is the theater of the elimination of a life. In this work, which will mark the evocative power of the Banaadiri art forever, Buwe goes back to the colours he prefers: white, red and blue. Now, though, they are mixed up with black and the scene gets dismal. It is the painting where the artist used the movement of bodies with more strength than in any others. The strokes are long, never ending. The colours flow over all the disgusting nudity of the raper. He must have suffered painting that monster, as we suffer looking at this work. Under that wicked person there’s a Banaadiri woman defending herself, in despair, alone. It is a violence which parted Somali and Banaadiri for good. Perhaps the two peoples will learn to stand each other and to live together but they won’t ever merge into one people anymore.
What makes this work even more dramatic and unsettling is the white buildings you can see on the background. Those buildings represent the Banaadiris in the flesh witnessing, incredulous and terror-struck, that rape. Their solemn nobility is equal to their lack of consciousness. That consciousness Buwe and we all want to be regained by any means and at any price because our survival is at stake.




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5 maggio 2007

Muqdishu...



Somalia's president survives assassination attempt Two explosions rocked the seat of Somalia’s Transitional Federal government today, killing the president’s brother and three others, officials said. Read More




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